Lug 19

Codice RST

Durante un QSO (conversazione tra radioamatori) risulta utile poter esprimere in modo chiaro e semplice la qualità della comunicazione (intesa come intelligibilità ovvero la possibilità di intendere le frasi ascoltate senza difficoltà di comprensione o equivoco) come anche l’intensità del segnale radio ricevuto.

Per tale scopo, nel 1934, fù inventata una codifica che riportasse la qualità della comprensibilità (R), l’intensità del segnale (S) e, per la sola radiotelegrafia, la nota (T), da cui il nome RST; ovviamente nel caso di collegamenti solo voce, la codificazione T non si può utilizzare e quindi si ha solo il codice RS.

                                         R- Comprensibilità

Valore Descrizione
1 Incomprensibile
2 Appena comprensibile. Si distingue solo qualche parola ogni tanto
3 Comprensibile con considerevole difficoltà
4 Comprensibile sostanzialmente senza difficoltà
5 Perfettamente comprensibile

                                        

                                        S – Segnale (intensità) 

Valore Descrizione
1 Segnali debolissimi, appena percettibili
2 Segnali molto deboli
3 Segnali deboli
4 Segnali discreti
5 Segnali discretamente buoni
6 Segnali buoni
7 Segnali moderatamente forti
8 Segnali forti
9 Segnali fortissimi

                                        

                                        T – Tono (CW)

Valore Descrizione
1 Nota estremamente ronzante e gorgogliante
2 Nota assai ronzante di AC (corrente alternata), senza traccia di musicalità
3 Nota ronzante di AC di tono basso, leggermente musicale
4 Nota piuttosto ronzante di AC, discretamente musicale
5 Nota modulata, musicale
6 Nota modulata, leggera traccia di fischio
7 Nota quasi DC (corrente continua), leggero ronzio
8 Buona nota DC, appena una traccia di ronzio
9 Nota purissima di DC