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Dic 13

Riparare gli alimentatori…. conviene?

Trattandosi di circuiti generalmente su stampato a singola faccia e con componenti discreti, parrebbe relativamente semplice una riparazione, per chi è dotato della sufficiente esperienza e dell’ attrezzatura adeguata.
Inoltre si tratta di circuiti in cui non ci sono componenti a microprocessore e quindi un guasto è essenzialmente “hardware” e diagnosticabile senza disporre di particolari strumentazioni e know how specifico.

In effetti si trova ben poca gente che “ripara” alimentatori, perchè il problema è un poco diverso, per vari motivi :

  • in primo luogo , e sopratutto, conta il fattore costo : l’ alimentatore del PC è un componente di costo limitato e quanto più basso è questo costo, tanto meno diventa remunerativo spenderci tempo per una riparazione. Chi è in grado di riparare un alimentatore switching è un professionista con esperienza e attrezzatura e il suo lavoro non costa 5 euro all’ ora. E di ore ce ne possono volere diverse. Dato che un alimentatore PC è un oggetto di basso costo, proprio questo è il fattore primario.

  • in secondo luogo, se pure la maggior parte dei prodotti è riconducibile a pochi archetipi, NON è praticamente MAI possibile avere lo schema del modello che si ha tra le mani, perchè NON E’ MAI fornito dal costruttore orientale, ne c’è la possibilità di averlo e questo rende più lunghi i tempi di intervento, peggiorando la valutazione del punto precedente

  • inoltre, se è pur vero che i componenti dell’ alimentatore sono per la maggior parte rilavorabili con apparecchiature comuni (saldatore e dissaldatore), nulla toglie che in alcuni modelli siano inseriti sub assembly con componenti surface mount, che richiedono apparecchiature diverse (dissaldatura ad ari calda, ecc), se non moduli custom impregnati in resina irreperibili sul mercato dei ricambi.

  • ma, sopratutto, è la modalità con cui sono realizzati gli alimentatori PC a rendere poco interessante la loro riparazione : già per estrarre il circuito principale dal contenitore occorre parecchio lavoro; e anche avendo individuato il componente guasto, la sua sostituzione può essere quanto mai laboriosa. Ad esempio, per sostituire un semiconduttore fissato ad una delle alette, occorre praticamente sempre staccare l’ intera aletta con tutti i componenti installati, il che richiede un lavoro non indifferente.

  • inoltre spesso i costruttori usano colate di resine per isolare e bloccare meccanicamente alcuni componenti e ne rendono assai difficoltosa la rimozione.

  • a parte i modelli di qualità che si sono guastati per una qualsiasi ragione, ma sono pochi, la maggioranza dei guasti interessa modelli di bassa qualità, affetti da così tanti difetti progettuali e realizzativi che la riparazione è insensata.

Inoltre va considerato che un alimentatore si guasta principalmente per :

  • un problema di progettazione : in questo caso il riparatore può fare ben poco. La qualità scadente della progettazione fa si che anche sostituendo la parte gusta, il problema si ripresenti a breve

  • un problema di qualità dei componenti : se l’ alimentatore è realizzato al risparmio, bisognerebbe cambiare praticamente un sacco di resistenze, condensatori, diodi ; vale la pena di fare questo su un prodotto di così scarsa qualità ? Costa molto meno buttarlo e comperarne uno migliore !

  • un problema sulla rete alternata : solitamente, date le energie in gioco, il guasto può coinvolgere talmente tante parti o carbonizzare parte del circuito stampato e far risultare non possibile la riparazione

  • un problema di sovraccarico termico (riscaldamento eccessivo, mancanza di circolazione di aria nel case, blocco delle ventole) o elettrico: solitamente una condizione di sovratemperatura non guasta l’ alimentatore immediatamente, ma dopo un certo tempo in cui i semiconduttori, ma sopratutto i condensatori, vanno fuori uso. In queste condizioni è difficile dire se solamente il componente individuato guasto è la sola causa se altri componenti andranno fuori uso in breve. Si rischia di intervenire più volte .

Quindi, in conclusione, gli alimentatori PC si posso riparare, ma non vale quasi mai la pena. Anche perchè possono essere quasi sempre sostituiti con altri commerciali semplicemente sfilando 4 viti e staccando un po’ di connettori e con una spesa inferiore al costo delle ore necessarie per la riparazione e le parti di ricambio. 

Personale qualifica costa parecchie decine di euro l’ ora e un alimentatore PC medio difficilmente supera i 100 euro. Così un intervento tecnico di 2 o 3 ore supera già ampiamente il costo del prodotto nuovo.